Coreografie orientali su musiche occidentali, e perché no?

Yaël ZARCA, ballerina e professoressa emblematica francese di danza del ventre di fama internazionale, ci parla delle sue passioni, del suo gusto per l’originalità e l’autenticità ma anche della sua visione globale della danza del ventre.

Ha realizzato una coreografia di danza del ventre su un remix orientale del famoso titolo “Shape of you” della star planetaria Ed Sheeran, come Le è venuta in mente questa idea e perché ha scelto questo titolo?

Era un impulso del momento, avevo sentito la musica in radio qualche giorno prima poi mi son messa a ballare da me per divertirmi. Il mio marito Amar Chaoui che è percussionista ha preso la sua darabouka e ha cominciato a suonarci sopra. Mi è piaciuto quindi ha registrato il titolo e ho deciso di utilizzarlo sul palco!
Il giorno dello spettacolo (al Casino della Grande Motte per l’OMFestival), temevo veramente la reazione degli spettatori. Qualche minuto prima ero totalmente impanicata, non sapevo come il pubblico avrebbe reagito, avevo paura che fosse deluso o che non gli piacesse il remix. Quando l’assolo è cominciato, c’è stato silenzio durante qualche secondo, poi ho sentito grida nella stanza, applausi, persone che cantavano il brano, era veramente un super momento di condivisione con il pubblico!

Continua attualmente su questa strada proponendo stage sul tema dei remix e, in particolar modo, su pezzi di Michael Jackson (Beat it), Shakira (Whenever) e Adèle (Someone like you). Come fa a creare coreografie che associano tradizioni orientali e modernità delle musiche attuali?

Le canzoni che ho scelto per ballare sono molto popolari, tutti le conoscono e piacciono a tutti. Ho selezionato remix orientalizzati con la darabouka e provo a conservare il mio lato orientale facendomi influenzare allo stesso tempo dalle particolarità dei cantanti.
Per esempio, ho adattato il Moonwalk di Michael Jackson per farne un passo di danza orientale, ho fatto ondulazioni all’indietro simili a quello di Michael Jackson ma in versione danza del ventre!

Come i Suoi spettatori e alunne di danza del ventre accolgono queste coreografie e musiche originali?

È vero che le mie coreografie con musiche originali hanno avuto molto successo, ho ricevuto decine di messaggi di ballerine dopo il mio assolo su “Shape of you” di Ed Sheeran per sapere dove potevano comprare la musica. Ho anche ricevuto tante richieste per fare stages di danza del ventre sul tema dell’Oriental Remix.
Il mio primo stage a Parigi è stato un successo, era esaurito e le stagiste erano molto entusiaste e soddisfatte!
Da allora, ho d’altronde ricevuto nuove richieste per organizzare altri stages su musiche popolari.

La danza del ventre non smette di evolversi e di diversificarsi. Come immagina la danza del ventre a medio (5 anni) e lungo termine (10 anni)?

La danza del ventre ha una gestualità sempre più moderna e fusionata, provo ad adattarmi alla richiesta delle alunne che cercano sempre più novità mantenendo allo stesso tempo l’anima dello stile egiziano. Temo che a lungo termine le specificità dello stile egiziano scompaiano perché ho l’impressione che, al giorno d’oggi, la danza del ventre sia più incentrata sui “movimenti impressionanti” che sull’emozione da provare e da trasmettere…
Invece il punto positivo è che la nostra disciplina è sempre più rispettata e ammirata, si sviluppa a grande velocità e trova il suo posto in bei teatri e belle scuole di danza.

Lei è molto famosa in Francia ma anche a livello internazionale come ballerina e professoressa, come si è appassionata alla danza del ventre e quali sono i momenti forti della Sua carriera?

Ballo da quando sono piccolina e sono molto affezionata a questa disciplina ma anche alla musica e alla cultura che la accompagna.
Insegno da più di 10 anni e ho la fortuna che il mio stile e la mia pedagogia siano sollecitati attraverso il mondo.
Do lezioni settimanali a Parigi poi stages e spettacoli quasi tutti i weekend in Francia, o all’estero come per esempio in Corea, in Cina, in Egitto, in Svizzera, in Spagna, negli Stati Uniti…
Dei momenti forti, ne ho vissuto tanti e vado avanti a viverne. Per me, ogni nuovo progetto, ogni nuova destinazione, ogni nuova alunna che incontro è un momento forte che costruisce la mia vita di ballerina e appassionata.

Ci può citare i Suoi ballerini/ballerine orientali preferiti(/e) e perché?

Ammiro numerosissimi ballerini, ma se dovessi sceglierne tre con il tema della modernità, sarebbero Dina Talaat, Sahar Samara e Yousry Sharif.
Dina Talaat è una ballerina egiziana che ammiro enormemente perché, dopo più di 50 anni di carriera, continua a farmi emozionare nella sua interpretazione delle canzoni e mi sorprende sempre con l’aggiunta regolare di qualche nuovo passo per arricchire i Suoi balli. Fa anche l’attrice e utilizza il suo talento d’attrice per trasmettere tante emozioni quando balla. Ho tanta ammirazione per Lei, è una vera artista.
Poi Sahar Samara, una giovane ballerina egiziana che, durante i suoi balli, conserva uno stile egiziano provando allo stesso tempo a modernizzare il suo ballo nella gestualità, la sua messa in scena e i suoi costumi di danza del ventre. Resto sempre colpita dalla sua creatività, è piena di sorprese! Non vedo mai l’ora di scoprire quello che ci riserva!
Infine Yousry Sharif, un professore uomo che è egiziano e vive negli Stati Uniti. È la persona che ha dato modernità alle mie coreografie con influenze di movimenti a volte presi in prestito al modern jazz o al tango, ma anche l’utilizzo di musiche sorprendenti! Tutto ciò conservando un’anima orientale. Sono ammirata della sua inventività, influenza tanto il mio modo di ballare. 

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