Danza orientale e cancro al seno : La testimonianza di Sorahia

Abbiamo già incontrato Sorahia e parlato della sua carriera qualche anno fa nel nostro articolo del Blog sui corsi di danza orientale per bambine. Oggi è su un argomento completamente diverso, più intimo, più sensibile e più femminile, che la intervistiamo di nuovo. La ringraziamo in particolare per la fiducia e per le sue risposte sincere che aiuteranno sicuramente altre donne colpite da questa dura prova, e che invitano alla prevenzione.

Quando e come il cancro al seno è entrato nella tua vita?

Il cancro è apparso nell’estate 2021, l’ho scoperto mentre ero in vacanza. Ho sentito che avevo un piccolissimo nodulo al seno che è diventato poi sempre più grande fino a raggiungere 8 cm quando ho iniziato le cure.

La danza orientale è una disciplina tutta sulla femminilità, come sei riuscita a preservarla nonostante le cure e i vari effetti collaterali?

Per me la danza significa talmente tanto che non ho mai pensato di smettere. Anzi, ho avuto bisogno di ballare ancora di più e d’altra parte non ho mai creato coreografie così belle come in questo periodo.

Su quali risorse hai fatto affidamento per conservare le tue capacità fisiche e mentali, e riuscire così a mantenere il tuo lavoro nella danza orientale?

Mi sono affidata soprattutto a me stessa. Di natura sono combattiva e tenacie, ho incontrato non poche difficoltà nella mia vita che mi hanno ogni volta rafforzato. Ho sempre creduto in me e nella mia capacità di andare avanti senza che il cancro invadesse le mie giornate.

Questa prova ha avuto comunque degli effetti positivi sul tuo modo di approcciare la vita e in particolare sulla tua passione per la danza orientale?

Alla fin fine, è stata la più bella prova che ho affrontato nella mia vita! A parte gli effetti collaterali, è stata molto utile nel senso che è venuta a spazzare via e a confermare tantissime cose! E per quanto riguarda la danza, questa esperienza è venuta a confermare la mia autenticità e la mia unicità. Oggi più che mai, io danzo ciò che sono.

Quando hai deciso di rendere pubblica la tua battaglia, qual è stata la reazione della comunità di ballerine orientali che ti segue?

All’inizio non volevo parlarne, ma poi mi sono detta che dovevo farlo, soprattutto per le donne che stanno attraversando questa fase, per incoraggiarle e dir loro che tutto è possibile.
Erano tutti molto sorpresi perchè non ho mai smesso di ballare, di tenere i miei corsi e gli stage di danza orientale e di esibirmi. Alla fine, sono riuscita a far sì che la mia vita continuasse come sempre nonostante il mio taglio di capelli e le parrucche che cambiavano ogni settimana, così come le cure che ricevevo. E ho fatto bene! perché questo mi ha aiutato a mantenere il focus sulla guarigione.
Mi sono rifiutata di considerare il cancro come una fatalità. Inoltre, non avevo intenzione di perdere la mia identità e di essere vista solo come "la malata". Detesto leggere la pietà negli occhi degli altri. Purtroppo, ci sono persone che ti guardano come se dovessi morire domani. E poi, dover riferire ogni settimana i risultati dell’ultimo esame, cosa diceva il medico, i prossimi passi... Anche se con le migliori intenzioni, è comunque soffocante quando, come me, si è abituati a non parlare della propria vita privata.

Parliamo della prevenzione con le nostre lettrici. Quali sono le azioni e i gesti che proteggono e che salvano la vita?

Non esistono vere e proprie regole, ma l’autopalpazione e lo screening sono importanti.
Sono una sportiva, non fumo e seguo una dieta molto equilibrata, avrei potuto pensare di essere al sicuro ma sono stata comunque colpita, quindi al minimo dubbio, consultate un medico! perché le cure sono straordinarie se fatte in tempo.



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