Danza del ventre o yoga?
Grazie a Ursula ed Eva, due ballerine di talento e insegnanti di danza del ventre, danze gitane e yoga per averci fatto conoscere le basi, ma anche i punti in comune e le differenze tra queste due discipline. Scopriamo così due personalità dotate di grande professionalità e passione, piene di generosità, resilienza, gentilezza ed empatia. Tutto ciò che amiamo!
Oltre alla danza del ventre, insegnate anche yoga. In cosa consiste esattamente questa disciplina?

Lo yoga è nato in India molto tempo fa! È consuetudine prendere come riferimento gli scritti di Patanjali, gli yoga sutra, che risalgono a un periodo tra il II secolo aC e il IV secolo dC. Secondo alcune teorie Patanjali era un filosofo e un antico grammatico, secondo altre invece era una scuola di pensiero.
I suoi scritti descrivono la filosofia dello yoga attraverso 8 principi che sono:
- Yama: i principi da seguire nei comportamenti con gli altri (onestà, non violenza, ecc.)
- Niyama: i principi da seguire nei comportamenti verso noi stessi (riti di purificazione, appagamento, ecc.)
- Asana: le posizioni fisiche
- Pranayama: il controllo della respirazione
- Pratyahara: l’isolamento sensoriale
- Dharana: la concentrazione
- Dhyana: la meditazione
- Samadhi: il risveglio o la realizzazione del sé
Dalla lettura di questi principi è evidente che lo yoga non si limiti a una pratica fisica ma comprenda anche una dimensione spirituale, il che lo rende così ricco e potente.
Di seguito, ci concentreremo solo su 2 tipi di yoga che ci interessano particolarmente, pur senza dimenticare che ne esistono molti altri (ashtanga, Iyengar, kundalini, yin...).
Hatha yoga: è lo stile più conosciuto e il più insegnato. La lezione è caratterizzata da un numero relativamente basso di asana e una pratica piuttosto statica, vale a dire le posizioni vengono mantenute per un tempo relativamente lungo. Si concentra l’attenzione sulla respirazione durante le posizioni.
Vinyasa yoga: si tratta di un tipo di yoga che pone l’accento su una sequenza di posizioni per creare una meditazione in movimento. Ci si concentra sulla coordinazione tra il respiro e il movimento. La sequenza di posizioni nel vinyasa non è codificata e può variare a seconda della volontà dell'insegnante.
Noi proponiamo un corso a metà tra l’hatha e il vinyasa, con momenti a volte statici a volte dinamici. Ci siamo formate e siamo più portate verso il vinyasa yoga, per la circolazione dell’energia che genera e la libertà di creazione che offre, utilizziamo invece l’hatha yoga (più dolce) per introdurre le nuove posizioni e rispettare il ritmo di apprendimento degli studenti principianti. Questo mix di stili offre secondo la nostra esperienza un corso accessibile a tutti, sia ai principianti che agli allievi più esperti che praticano uno yoga un po’ più dinamico.
I nostri corsi yoga sono preparati e adattati tenendo conto del momento della giornata e del ritmo delle stagioni in cui insegnamo. Ogni corso va considerato come una serie di proposte da adattare a come si ci sente nella giornata. Offriamo corsi collettivi per clienti privati, corsi per le aziende/gruppi e corsi online.

Svolgimento di una lezione tipo:
- Connessione con il respiro e con il corpo, spesso distesi a terra sulla schiena per permettere a tutti, anche ai principianti, di rilassarsi.
- Esercizi di respirazione
- Sequenza dolce supini, distesi a terra si coordina la respirazione per preparare il corpo alla pratica.
- Sequenza più veloce, in piedi e/o a terra, sempre coordinando la respirazione.
- Posizioni sedute
- Posizioni schiena a terra
- Rilassamento
L’atmosfera che si crea è di apprendimento ma rilassata, le risate sono benvenute, con una dose di buonumore si va tutti verso una maggiore conoscenza di sé stessi, un corpo in buona forma e una mente più serena.
Eva: “Ciò che amo in particolare, è portare coloro che mi circondano a sentire un po' di più il loro corpo. Attraverso la pratica delle asana e del pranayama, entriamo in comunicazione con il nostro corpo. È indispensabile mettersi all’ascolto delle nostre sensazioni per poter adottare una posizione, sentire se c'è allungamento. Soprattutto, credo sia importante trovare il giusto allungamento, la giusta pratica, quella adatta ad ognuno di noi. Per far questo è necessario raggiungere una condizione di equilibrio, tra lo sforzo fisico e l’abbandono. È strano come la gente associ lo yoga alla flessibilità. Molte persone mi dicono: «Ah io, io sono rigido come un palo, non posso venire ai tuoi corsi». Quindi credo che il mio ruolo sia in parte quello di far scoprire lo yoga, di rompere tutti gli schemi, i preconcetti che il successo dello yoga ha potuto creare. Molte persone pensano subito alle posizioni avanzate, e vengono per poterle realizzare con una fretta davvero sconcertante. Mentre quello che tento di insegnare è proprio la pazienza, l'accettazione di sé, della propria flessibilità e capacità nel momento presente. I miei allievi abbandonano gradualmente ciò che avevano in mente, tutto ciò che possono aver visto sui giornali o su Instagram. Io credo che la vera flessibilità sia quella della mente. Spiego anche l'importanza della moderazione, fuggire gli estremismi per evitare squilibri e i rischi connessi. È l'accettazione che ci permette di smettere di desiderare ciò che non abbiamo. Ci concentriamo allora sulla realtà del momento. Che immenso potere quello di attirare l’attenzione di questi yogini sul respiro o su questa o quella parte del corpo. Sento di avere un ruolo di guida. Un po' come una guida escursionistica, porto a passeggio le persone che lo desiderano nel loro corpo per entrare in connessione con sé stesse. Se riescono a sentirsi bene nei movimenti, a sperimentare nuove sensazioni, a esplorare nuove parti del corpo, allora sono soddisfatta”.
Quali sono i punti in comune e le differenze tra la danza del ventre e lo yoga per gli allievi, in particolare per quanto riguarda l’allenamento fisico e sportivo da un lato e il benessere che se ne trae dall'altro?
Queste 2 discipline sono complementari nella nostra pratica ed è quindi del tutto naturale che le insegniamo per trasmettere questa complementarità anche ai nostri studenti.

Ursula: “Lo yoga per me è una pratica molto ricca dalla quale attingo la mia fonte di calma, mi aiuta a ricentrarmi, a prendermi cura del mio corpo con grande rigore. Mi dà disciplina nel mio lavoro con il corpo: flessibilità, tonicità, respirazione, concentrazione, equilibrio, meditazione. Devo riconoscere che non è sempre facile per me lasciare che la danza e lo yoga entrino nella mia vita in parti uguali: a volte, a seconda del periodo, uno prende il sopravvento sull’altro.
La differenza principale tra lo yoga e la danza del ventre secondo me è la musica, perché la musica mi mette allegria e rende più difficile concentrarmi rispetto a quando pratico yoga. In effetti, l'esaltazione che mi trasmette la musica mi allontana da uno stato di piena coscienza.
Uno degli aspetti dello yoga che più mi attira, è la sua dimensione terapeutica. Sia a titolo personale che nell’ambito del mio insegnamento, perché credo sia fondamentale conoscere bene il proprio corpo per mantenerlo in salute e curarlo se necessario. E lo yoga ci trasmette questa conoscenza grazie all'interiorità e al fatto di riappropriarci del nostro corpo, cosa che è del tutto assente nella nostra medicina occidentale così concentrata sulla cura e molto poco sulla prevenzione.
La diversità più importante tra lo yoga e la danza orientale per me è la dimensione estetica della danza, che non viene affatto ricercata nello yoga. Certo, una sequenza di asana eseguite con impegno è bella, ma non è questo l’obiettivo. A riprova di ciò l'uso dello specchio, che è molto importante nella danza, è praticamente inesistente nello yoga.
In termini di sensazioni "alla fine del corso", secondo i feedback che riceviamo dalle nostre allieve, sembra che ci sia più allegria nei corsi di danza del ventre, grazie all’utilizzo della musica da una parte, e al fatto di ballare in gruppo dall'altra. Per quanto riguarda lo yoga invece, sembra che trasmetta benessere fisico e serenità, il tutto con una pratica più individuale.
Il grande punto in comune tra le due discipline secondo me è la possibilità di mettere “la testa in pausa” e di ridurre o addirittura eliminare le sue oscillazioni grazie al movimento.”
Siete in due ad insegnare. Qual è il vostro background di ballerine di danza del ventre e insegnanti?

Eva: "Essendo la più piccola della famiglia, ho approfittato della passione per la danza delle mie due sorelle. Naturalmente ho cominciato prendendo lezioni di modern jazz e danza contemporanea nelle scuole della mia regione. Nello stesso periodo, ho seguito una formazione musicale classica studiando pianoforte dall’età di 5 anni fino ai 18 anni. La musica e la danza sono parte integrante della mia vita.
È a casa che imparo la danza del ventre, intorno ai 13 anni. Lavoriamo sulle tecniche di base grazie ai video e ogni tanto accompagno mia sorella Ursula a Parigi per i suoi stage di danza orientale.
A 16 anni, Ursula mi regala il mio primo palcoscenico a Parigi in uno dei suoi spettacoli.
Approfitto dei miei studi a Parigi per seguire con regolarità corsi di danza di buon livello. E ho l'opportunità di partecipare a diversi spettacoli e persino di esibirmi in assolo sul palco.
In seguito, decido di prendermi un anno sabbatico, prima di iniziare il mio master in Insegnamento, Didattica e Formazione per dedicarmi completamente a questa passione.
E poi, conosciamo la straordinaria compagnia di danza gitana di Petia Lourtchenko, una coreografa gipsy russa formatasi al Teatro Romen di Mosca, in cui entriamo subito a far parte.
Il battere dei piedi per me è una rivelazione, musica e danza diventano una cosa sola!
Una volta terminato il mio master a Aix-en-Provence, decido finalmente di dedicarmi al palcoscenico e di avviare con Ursula un progetto nella mia regione.
Tornate a Compiègne, mettiamo in piedi la compagnia Roza, un duo di danze orientali e gipsy. Diamo lezioni di danza del ventre, danza gipsy e yoga presso il Danse Studio di Irène Jouhet Soler, nel centro della cittadina di Compiègne.
Collaboriamo con regolarità con Vincent Martin, attore e fondatore dell'Acte Théâtrale a Margny-les-Compiègne. Nel 2018 abbiamo partecipato al festival delle Arti di strada «Les Années Joué» vicino a Tours.
E qualche anno dopo, Vincent mi invita a partecipare a un progetto originale, seguito da una tournée nel Kurdistan (Iraq), con giovani attori francesi, curdi, siriani e turchi nelle principali città del Paese, ma anche in alcuni campi profughi. L'esperienza è ricca di emozioni e molto arricchente per me dal punto di vista culturale. È l'occasione per imparare le danze turche e regionali e persino per iniziare a studiare l'arabo.
In seguito, approfondisco le mie conoscenze sulle danze gitane, in particolare con un viaggio in Romania.
Dopo esser stata privata del mio lavoro per due anni (crisi covid e infortunio), è con grande gioia che riprendo la mia attività. Al di là della tecnica dei passi, dei movimenti, le mie lezioni mi regalano dei bei momenti di condivisione con gli allievi (bambini, adolescenti e adulti di tutte le età), momenti di dolcezza, gentilezza, libertà e gioia.
Alla fine, più che insegnare, ciò che mi sembra importante è condividere.
La danza è un grande parco giochi, dove ci si incontra e si possono esternare le proprie emozioni, viverle pienamente con tutto il corpo, essere libere di raccontare qualsiasi tipo di storia.”

Ursula: “Sin da piccola ho sempre amato ballare. Contrariamente a quanto spesso si pensa, i miei genitori non sono musicisti o ballerini professionisti ma hanno dentro di loro questo amore per la musica e la danza che hanno saputo trasmettere ai loro figli. Da bambina mi esercito come insegnante e coreografa con la mia famiglia e le mie amiche organizzando spettacoli in famiglia, e dall'età di 7-8 anni, prendo lezioni di danza classica, poi di modern jazz, alle quali mi dedico con maggiore passione. Nello stesso periodo, seguo una formazione musicale e studio pianoforte dai 3 ai 18 anni. Questa formazione musicale mi ha aiutato a sviluppare l’orecchio, il senso del ritmo e l’amore per la musica che guida ancora e sempre la mia carriera e le mie scelte nella danza. A quell’epoca, le settimane erano davvero molto piene tra la scuola, le lezioni di danza e quelle di musica!
Da adolescente, vengo notata da una ex atleta che dava lezioni di aerobica nella mia scuola di danza, e per 2 anni partecipo alle competizioni di aerobica artistica a livello nazionale. Grazie a questa esperienza, imparo molto sull'allenamento intensivo e sul palcoscenico. Dopo questa immersione nel mondo dell’agonismo, la danza mi manca e mi richiama a sé. Continuo così la mia formazione grazie a vari corsi di modern jazz durante gli anni del liceo e dell'università mentre studio economia ambientale.
Poi, da ragazza, scopro la salsa cubana che pratico in coppia per 3 anni con grande gioia.
A 22 anni, decido di dedicarmi intensamente alla danza del ventre e scopro in me una vera passione con la sensazione di aver trovato la «mia» danza. Acquisisco le tecniche di base da autodidatta, poi inizio a prendere lezioni regolari ma imparo soprattutto attraverso gli stage intensivi tenuti da famosi professori egiziani come Aladin El Kholy, Khaled Seif e Gamal Seif, un trio che mi dà molto con la loro condivisione della cultura egizia. Studio anche in modo più puntuale con Tito Seif, Khaled Mahmoud, Dina, Jillina, Yousry Sharif, Wael Mansour, Mohamed Kazafy...
Dal 2008, collaboro per un po' con alcune compagnie parigine (Compagnie Tellurgie di Assia Guemra, Compagnie 1001 nuits di Gemma e Djamel Mellouk) poi nel 2009 entro a far parte della troupe folcloristica egiziana di Aladin El Kholy (Bonn, Germania), con cui resto per 2 anni. Il lavoro con questa compagnia folcloristica e un viaggio in Egitto mi danno la possibilità di scoprire ancora di più la danza orientale e la sua cultura.
Dal 2010, mi lancio nella grande avventura dell'insegnamento e comincio a dare lezioni di danza del ventre presso la scuola di danza Kim Kan (Parigi 20° arrondissement).
Nel 2012 faccio un nuovo passo con la creazione e la realizzazione di «Naissance – Al Mawlid», uno spettacolo prodotto in collaborazione con Zomzom, e Marc de Frutos che ne cura la parte audiovisiva. Lo show mette in scena diverse danze folcloristiche orientali sullo sfondo di una storia d'amore senza tempo ed è accolto con grande entusiasmo dal pubblico parigino.
Nel 2013, per amore della musica gitana russa, mi interesso alle danze gipsy, soprattutto quelle russe, e conosco Petia Lourtchenko, con la quale studio per quasi 3 anni. Un viaggio in Romania nel 2013 mi dà la possibilità di conoscere a fondo anche la danza gitana rumena.
Nel 2015 e 2016, organizzo due spettacoli di danza orientale e gitana al teatro Ménilmontant e poi al teatro Clavel per dare alle mie allieve un palcoscenico di qualità.
Poi inizio la mia formazione in vinyasa yoga, uno stile di yoga dinamico simile alla danza. Questo studio mi ha dato la possibilità di approfondire e consolidare le mie conoscenze di anatomia e fisiologia del movimento, per una danza che rispetta il corpo. Sono diplomata presso la Federazione Francese di Yoga e la Yoga Alliance e insegno yoga dal 2017.
Nel frattempo continuo la mia attività di danzatrice e vengo puntualmente invitata sui palcoscenici di Parigi per condividere una danza che è la mia: una danza del ventre condita con movimenti gitani e che parla un linguaggio comune al mondo orientale e a quello occidentale. Il tutto sviluppato e consolidato con un lavoro sulle asana.
Oggi ho l’opportunità di formare un duo con la mia adorata sorella: il nostro nome è Roza. Organizziamo corsi e spettacoli di danza del ventre e gitana per amore della danza e per la gioia di lavorare insieme. Questo duo ha la fortuna di dividere il palco con dei musicisti, i Rozicians, con i quali condividiamo un repertorio di danze e musiche gitane.”
Insegnate anche le danze gipsy di Paesi diversi: la danza gitana rumena, la danza gitana egiziana e infine la danza gitana russa. Quali sono le caratteristiche e le particolarità di ognuna di queste? Cos’è che vi piace in questo tipo di danza?

Ci sono tante danze gipsy almeno quanti sono i Paesi attraverso i quali è passato questo popolo. La più conosciuta e la più strutturata è il flamenco, la danza gitana andalusa. Ma ci sono anche le danze gitane indiane, russe, rumene, ungheresi, greche, turche, egiziane, e quelle dall'America latina (le peruviane ad esempio). Hanno caratteristiche comuni e in particolare ritroviamo: il battere dei piedi (nudi o con scarpe col tacco), lo schiocco delle dita, i cimbali per le dita (sonagli, nacchere o anche i sagat), le percussioni delle mani sul corpo, i salti...
Di seguito ecco qualche dettaglio in più su quelle con cui noi lavoriamo.
Danza gitana russa: la danza gitana russa è una danza di carattere, impetuosa, gioiosa e appassionata. Si balla con le scarpe da flamenco, le donne indossano una gonna ampia tradizionale, e gli uomini un abito aderente (generalmente pantaloni, camicia e bolero). È caratterizzata da un battere dei piedi abbastanza complesso, lo stesso per gli uomini e per le donne, percussioni su varie parti del corpo (molto maschili), vibrazioni delle spalle e movimenti della gonna molto ampi (per le donne). Noi insegniamo principalmente questo tipo di danza.
Danza gitana rumena: ne esistono almeno 2 tipi, ognuna adatta a un tipo di musica: il manele, una danza più orientale, incentrata sul bacino, e le cingarala che mettono insieme i salti, il battere dei piedi e le percussioni sul corpo. Le danze gitane rumene sono particolarmente veloci e ricche di salti, piene di vitalità. Il costume tradizionale femminile è composto da una gonna colorata, a fiori, molto ampia e in tessuto plissettato.
Danza gitana egiziana: secondo alcune teorie gli zingari sarebbero partiti dall'India del nord (Punjab) per dividersi a partire dall’Iraq in due grandi rotte, una verso l'Europa e l'altra verso sud. Gli zingari d'Egitto verrebbero dunque da questa seconda grande rotta. Le danzatrici di questo popolo si chiamano Ghawazi (sing. ghaziya) che significa "conquistatrici". Ballano per le strade e le feste del Cairo nel 18° e 19° secolo fino al 1834, quando vengono cacciate da Mohammed Ali e si rifugiano a Esna nell'Alto Egitto. La loro danza è caratterizzata dal battere dei piedi, un buon radicamento a terra, le vibrazioni del bacino e qualche acrobazia (ponte). Sono accompagnate dai cimbali o sagat. Il costume di danza è colorato (pantaloni harem, camicetta e corsetto o una lunga galabeya a seconda dell'epoca), decorato con monetine (in passato tutte le loro ricchezze potevano essere indossate come gioielli o cucite ai vestiti), e impreziosito da un turbante in testa.

Per noi, la danza gipsy è prima di tutto musica che «parla» direttamente alla pancia esprimendo emozioni intense: una grande gioia o un immenso dolore ma sempre con un fondo di saggezza e accettazione degli imprevisti della vita.
È anche una danza che riesce a unire uomini e donne su movimenti simili e in una sorta di botta e risposta, ma in piena libertà e senza alcuna guida. La donna è infatti completamente libera di esprimere il suo carattere e la sua femminilità: la sua danza è civettuola, viva e sensuale, caratterizzata da ampi movimenti della gonna, battiti dei piedi precisi, da salti agili e impreziosita dalle vibrazioni delle spalle. Per quanto riguarda l'uomo ha a disposizione vari strumenti per esprimere la sua vitalità e virilità con le percussioni su varie parti del corpo, la precisione del battito dei piedi e le posizioni ben curate.
Il corso è spesso un bel momento di allegria condivisa, dove si impara a ballare divertendosi.
Quali sono le tecniche che utilizzate per correggere le allieve durante i corsi di danza del ventre e al tempo stesso rafforzare la loro autostima?

Tutto parte dall'accoglienza e dall’attenzione verso le nostre allieve: il corso è aperto a tutte le donne e ognuna trova il suo spazio, qualunque sia l’età e il livello. La coesione del gruppo si forma sin dalle prime settimane con la creazione di un gruppo WhatsApp (utilizzato soprattutto per condividere i video dei passi delle coreografie, ma che permette anche alle ragazze di comunicare facilmente tra di loro), l'apprendimento di coreografie di gruppo in vista di uno spettacolo, gli ordini collettivi dei costumi di danza del ventre e degli accessori, o ancora l'organizzazione di momenti conviviali (aperitivi, tè danzanti). Oltre alle lezioni settimanali, organizziamo durante tutto l'anno eventi speciali durante i quali le allieve di tutte le discipline hanno la possibilità di incontrarsi. Per noi è molto importante conoscere bene le nostre allieve per far sì che si sentano a proprio agio e possano esprimersi in completa fiducia nel nostro spazio di lavoro.
Durante una lezione di danza orientale, per far capire bene una tecnica, dopo la spiegazione iniziale rivolta a tutto il gruppo, seguiamo da vicino ogni singola ballerina e diamo loro dei chiarimenti in base alle nostre osservazioni. Se un’allieva incontra delle difficoltà, il fatto di riprodurre il movimento accanto a lei o davanti può essere d’aiuto. Un altro modo per correggerla può essere, se lei è d’accordo, di posare le mani sul suo corpo per farle capire il movimento, o infine prenderla per mano per indicarle una direzione.
Parliamo di improvvisazione... Qual è secondo voi la chiave per una corretta improvvisazione nella danza del ventre e cosa fate per avvicinare le vostre allieve a questo esercizio, spesso complicato per alcune, in modo che lo trovino divertente?

Ursula: “Secondo me, per una corretta improvvisazione, è necessario innanzitutto conoscere e avere una buona padronanza del vocabolario della danza. Poi, occorre fare propri i codici e la musica. Quando l’allieva ha acquisito queste conoscenze, allora si può lavorare con piccoli workshop di improvvisazione per un breve periodo di tempo per far sì che l’allieva acquisti fiducia poco alla volta. In generale, nei corsi di danza del ventre ci avviciniamo all'improvvisazione a piccoli passi: essere in grado di mettere insieme una combinazione di 3 o 4x8 passi ad esempio. L’improvvisazione può anche essere trattata in modo un po' più approfondito durante gli stage a tema.”
Scopri Eva ed Ursula in video:

























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